Referendum confermativo 22 e 23 marzo 2026
Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2026, 09:15
Si vota per il referendum confermativo della legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"
Consultazioni referendarie
Consultazioni referendarie I cittadini italiani sono chiamati a esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare".
I seggi saranno aperti:
- nella giornata di domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23,
- nella giornata di lunedì 23 marzo 2026, dalle ore 7 alle ore 15.
I dati nazionali su affluenza e risultati del referendum saranno disponibili online su Eligendo
Disponibilità scrutatori
Convocazione comizi
Voto domiciliare per elettori affetti da disabilità che ne renda impossibile l'allontanamento dall'abitazione
Le disposizioni sul voto domiciliare (art. 1 del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 22) sono previste in favore degli elettori «affetti da gravissime infermità, tali che l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano risulti impossibile» anche con l'ausilio dei servizi di trasporto messi a disposizione dal Comune per agevolare il raggiungimento del seggio da parte delle persone con disabilità, e di quelli «affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l'allontanamento dall'abitazione». Tali disposizioni si applicano nel caso in cui i richiedenti dimorino nell'ambito dell'intero territorio nazionale.
L'elettore interessato deve far pervenire al Sindaco del proprio Comune di iscrizione elettorale un'espressa dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l'abitazione in cui dimora in un periodo compreso fra il 40° e il 20° giorno antecedente la data di inizio della votazione, ossia fra martedì 10 febbraio e lunedì 2 marzo 2026. Tale ultimo termine (2 marzo), in un'ottica di garanzia del diritto di voto costituzionalmente tutelato, deve considerarsi di carattere ordinatorio, compatibilmente con le esigenze organizzative del Comune presso cui deve provvedersi alla raccolta del voto a domicilio.
La domanda di ammissione al voto domiciliare deve indicare l'indirizzo dell'abitazione in cui l'elettore dimora e, possibilmente, un recapito telefonico e deve essere corredata di copia della tessera elettorale personale e di idonea certificazione sanitaria rilasciata da un funzionario medico designato dagli organi dell'Azienda sanitaria locale. In particolare, il certificato medico, per non indurre in incertezze, dovrà riprodurre l'esatta formulazione normativa di cui all'art. 1 del sopracitato decretolegge n. 1/200
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